Airbag ciclisti, Hövding si apre in 0,1 secondi

Hövding ,un invenzione salvavita

0,1 secondi per stare al sicuro

Hövding airbag ciclisti ,nasce nel 2005, tuttora in continuo sviluppo per avere un prodotto sempre più affidabile e sicuro.

Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con la Stanford University, tenendo in considerazione la sicurezza di un casco normale e quella di un dispositivo tipo airbag.

Le prime conclusioni sono che con un sistema airbag si riducono di 8 volte i traumi.

In cosa consiste questo airbag ciclisti ? A vederlo sembra una cosa semplicissima ,una specie di scalda-collo molto sportivo.

airbag ciclisti

Al suo interno ha dei moderni sensori che monitorano i movimenti del ciclista al ritmo di 200 controlli al secondo, in caso di movimenti anormali il dispositivo gonfia l’airbag in un decimo di secondo.

Naturalmente non bastano solo i sensori, un algoritmo confronta i movimenti normali da quelli insoliti. In pratica agisce solo in caso di necessità.

L’ airbag ciclisti ha al suo interno una batteria, essa si può ricaricare tramite un uscita usb ,tramite pc o un qualsiasi alimentatore di cellulare .Quando indossiamo il dispositivo ,dopo aver chiuso la zip , una serie di led ci danno informazioni sullo stato della carica del dispositivo.

Questo particolare collare è dotato di cover intercambiabili , in modo da poter essere abbinato al nostro abbigliamento di tutti i giorni.

Fonte :Hövding.com

Dopo un incidente la ditta produttrice ,se avvisata ,ritira il vostro collare. Al suo interno una piccola scatola nera tiene in memoria gli ultimi movimenti del ciclista prima dell’incidente.

Questi dati sono preziosi per la casa produttrice, per le ricerche sui futuri sviluppi di questo collare.

L’aziende consiglia di prendere accordi con la vostra assicurazione per avere un contributo per acquistare un nuovo collare.

 

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Air selfie, per autoscatti impossibili

Mi faccio un selfie al volo

una cover tuttofare

Ebbene si è arrivata anche la cover drone per fare i selfie, air selfie ,un invenzione che sicuramente migliorerà i  vostri complicatissimi selfie.

L’idea arriva da un progetto kickstarter, piattaforma on-line per raccogliere fondi per finanziare lo sviluppo delle proprie invenzione.

 

selfie
selfie

Questa ingegnosa invenzione è un piccolo drone che si interfaccia con il vostro cellulare. In questo modo potete pilotarlo e posizionarlo per scattare selfie anche in situazioni difficili.

La tecnologia utilizzata per costruire air selfie è all’avanguardia, esso usa i più moderni componenti.

  • Sensore altitudine e stabilizzatore
  • wifi integrato
  • 4 giga byte di storage
  • motori senza spazzole potentissimi e con nessuna vibrazione

Poi si aggiungono design italiano e corpo in alluminio anodizzato tutto nel peso di 52 grammi.

La fase di progettazione è praticamente finita, il sito ufficiale è già on-line e si possono effettuare i pre-ordini.

Il progetto è frutto di un grande lavoro di squadra ,tra ingegneri e designer di vari paesi.

Infatti per poter rendere portatile un simile gadget ci sono voluti grandi sforzi di progettazione e design, questo piccolo drone riesce a stare dentro la custodia di un cellulare.

Nello shop possiamo decidere il tipo di cellulare su cui applicare questa innovativa custodia con drone.

air selfie custodia

La durata della batteria non è lunghissima, infatti i rotori consumano parecchia energia. Un volo dura circa tre minuti, poi il drone deve rientrare nella power-bank (opzionale).Per fare alcuni scatti questo tempo è più che sufficiente.

La power-bank permette 20 ricariche.

Il video ufficiale ci mostra alcune situazione dove air selfie entra in azione per catturare i nostri ricordi, riuscendo a scattare immagini a campo lungo .

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Mi stampi il cuore ? Progetti per le fabbriche di organi

Primi esperimenti di stampanti 3D organiche

le stampanti di organi iniziano dalla pelle

Arriva dalla Spagna , precisamente dall’università Carlos III di Madrid ,la prima sperimentazione di stampante 3D organica. I primi esperimenti produrranno lembi di pelle. In futuro potrebbero essere organi.

Il progetto è ancora in fase sperimentale, si stanno cercando degli standard per omologare il materiale prodotto da questo tipo di macchina.

 

I primi utilizzi di questi lembi stampati da questo dispositivo potranno essere usati per trapianti e test di farmaci.

Come è possibile “stampare” i tessuti umani ?

 

Questo dispositivo invece dell’inchiostro utilizza cellule e plasma. Le cellule necessarie sono quelle fatte moltiplicare dopo averle prelevate tramite biopsia.

Per avere un numero sufficiente di cellule ci vogliono alcune settimane, dopo aver raggiunto il numero necessario esse possono essere “caricate” nella stampante.

Il plasma può essere riprodotto in laboratorio, esso serve per tenere in vita le cellule.

Questa nuova tecnologia riesce a riprodurrei lembi di pelle quadrati con lato 10 cm in circa 30 minuti.

Questo progetto dell’università Carlos III di Madrid e supportato, altre che  da diversi enti statali spagnoli,anche da un azienda privata la BioDan Group.

organi
bio printer

fonte: www.biodangroup.com/

Con questi tessuti stampati si potrebbe evitare la sperimentazione sugli animali per un certi tipi di farmaci , si potrebbero ricostruire tessuti umani in breve tempo .

Il livello successivo sarà quello di riprodurre organi umani, questo è sicuramente uno degli obbiettivi delle aziende come la BioDan Group.

La BioDan Group vorrebbe spingere questa tecnologia per un utilizzo su larga scala.

Oltre agli spagnoli anche gli americani sono all’avanguardia per quanto riguarda la stampa di materia organica.

Le tecnologie sviluppate negli USA utilizzano delle  strutture 3d dove poi le cellule ricostituiscono la struttura organica per cui sono programmate. Lo scopo è quello di riprodurre organi funzionanti e funzionali.

Uno dei ricercatori più famosi è sicuramente Anthony Atala . Nel video sottostante vengono illustrare le ultime tecnologie che da anni si studiano negli USA.

 

 

 

 

 

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Non vedente , sicuramente non sordo

Horus

Il mondo raccontato da un innovativa invenzione

Finalmente tutte le nuove tecnologie video riconoscimento sono utilizzate per qualcosa di veramente utile al mondo ed alle persone nelle condizioni di non vedente.

Il riconoscimento facciale ,dei caratteri e delle cose messo a disposizione di utenti non vedenti.

Horus è un assistente personale che descrive il mondo intorno all’utente,  a parole ed in tempo reale.

Riconosce i volti delle persone , gli oggetti che ci stanno intorno e ci da informazioni sull’ambiente intorno a noi.

non vedente
Riconoscimento facciale

Questa innovativa tecnologia analizza le immagini tramite un visore, un potente processore sviluppato da Nvidia le analizza , un auricolare racconta gli oggetti i volti e tutte le informazioni che servono all’utente.

Come nasce Horus ?

Questo progetto nasce da una start-up fondata da tre ragazzi italiani ,Saverio Murgia, Luca Nardelli e Benedetta Magri. Ispirati da una scena di vita quotidiana a cui hanno assistito mentre tornavano dall’università.

Vedendo una persona non vedente in difficoltà, che non riusciva a raggiungere la stazione dell’autobus ,hanno avuto l’idea di Horus.

Lo scopo principale di questa rivoluzionaria invenzione è quello di integrare una persona non vedente con il mondo ,senza bisogno di utilizzare particolari apparati. Semplicemente ascoltare  quello che noi vediamo, in ogni luogo ed in ogni nazione.

Con horus possiamo leggere, o farci leggere un libro, riconoscere le persone che ci stanno di fronte anche se non stanno parlando , riconoscere gli oggetti  che abbiamo di fronte ecc.

Il riconoscimento degli oggetti è possibile grazie a dei potenti algoritmi 3D che riconoscono lo stesso oggetto in posizioni diverse.

Queste informazioni vengono analizzate da un  potente processore sviluppato da Nvidia, esso si trova nella parte indossabile del dispositivo , non più grande di uno smartphone.

il dispositivo horus

Il progetto è ancora in fase di sviluppo, quindi non ancora in commercio. I ragazzi della Horus tech lavorano senza sosta per riuscire a mettere il prima possibile il dispositivo sul mercato.

Nel sito dell’azienda è possibile prenotare il dispositivo in anteprima. Il video ufficiale ci anticipa come questo dispositivo può sensibilmente cambiare la vita ad una persona non vedente.

 

 

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Senza pilota, a Parigi il trasporto pubblico 2.0

Non parlate all’autista !

Non è presente

Un nuovo esperimento di mobilità automatica senza pilota è partito a Parigi ,tra la stazione  di Lyon e Austerlitz.

Le navette saranno gratuite, e la sperimentazione proseguirà sino ad Aprile. I prossimi percorsi ,nel 2017, saranno  tra il castello di Vincennes e il giardino del Bois di Vincennes .

Il percorso è di circa un chilometro, la navetta va avanti è indietro in un unica corsia, riesce a restare nella sua carreggiata tramite ricevitore gps.

senza pilota

 

Come ci si sente a viaggiare senza autista ?

Personalmente sono stato su una di queste navette, durante la sperimentazione in Sardegna, il percorso era un rettilineo nel lungomare di Torre Grande, località in provincia di Oristano.

Nella navetta sperimentale erano presenti un autista ed un giovane ingegnere. L’autista prendeva il controllo del mezzo in caso di perdita di segnale gps. L’ingegnere monitorava tutto il funzionamento del sistema tramite un notebook.

La sensazione di entrare in un mezzo senza pilota sicuramente non c’era ,dato la presenza di un autista. Anche se il suo unico mezzo di controllo era un joystick wireless che gli permetteva tranquillamente di illustrarci il progetto.

La navetta è dotata di sensori di presenza dei passanti ,nel caso ci fosse un attraversamento la navetta si arresta tempestivamente .

Uno dei primi esperimenti in Europa risale all’estate 2014 , come vedete dal video sotto.

L’innovazione principale di questi nuovi mezzi è il fatto che essi non percorrono dei percorsi confinati,ma si spostano su normalissime strade.

Per muoversi tra la gente ,come vediamo nel video, questi mezzi hanno bisogno di tecnologie all’avanguardia, e sicuramente non possono muoversi a velocità elevate.

Lo scopo principale di questi progetti è integrare questi mezzi il più possibile con ambiente e persone.

Attualmente queste tecnologie percorrono piccoli tragitti, i rischi sono evidentemente ancora troppo elevati.

 

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